Cos’è la Conversione?

Pubblico la recensione di Paolo Gulisano al mio ultimo libro Resurrexit sicut dixit, apparsa su Informazione Cattolica del 31 maggio 2026.
Quando si parla di conversione, personalmente il pensiero va subito al termine greco che indica la conversione: Metànoia, ovvero- letteralmente- cambiamento di mentalità. Questa è la conversione: un cambiamento di mentalità, di sguardo, che deve sempre più essere rivolto a Gesù Salvatore. Per questo la conversione è qualcosa che non avviene una volta per tutte, ma deve costantemente riaccadere. Anche per chi è nato e cresciuto nella Fede, è d’obbligo continuare a convertirsi, riaffermando l’adesione a Cristo, rinnovando nel proprio cuore i voti battesimali.
Le persone convertite alla fede cristiana dopo esserne state anche molto lontane, spesso portano un grande contributo di testimonianza. E’ quello che è accaduto con Danilo Quinto, che dopo aver militato a lungo nella forza politica e culturale più antireligiosa dello scenario italiano – il Partito Radicale di Pannella e Bonino- hanni fa incontrò la verità di Cristo. Da allora ha prodotto diversi testi: i primi per documentare l’aberrante ideologia del Partito Radicale, che nel corso degli anni si è pienamente realizzata in modo indisturbato, con la complicità di quasi tutte le forze politiche: dalla distruzione della famiglia alla disgregazione dell’umano stesso.
Famiglia
Da qualche tempo Quinto sta invece scrivendo dei testi sui fondamentali temi cristiani, quelli di cui anche in molta catechesi e omiletica non vengono proposti come sarebbe necessario.
L’ultimo in ordine cronologico, uscito nelle scorse settimane, è una riflessione sul Mistero della Resurrezione.
Perché un libro sulla Risurrezione? Quinto spiega che la Risurrezione dei corpi è la speranza certa che ci ha donato Gesù Cristo. Grazie a questa speranza, che dobbiamo coltivare tra le miserie di questa terra, possiamo vivere non da bruti, ma da figli di Dio, lontani dalle tentazioni e dal peccato, nell’amore e nella carità.
L’autore ricorda che si racconta che san Filippo Neri domandò ad un giovane che cosa stesse facendo. «Studio per prepararmi agli esami», rispose il giovane. «E poi?». «Dopo l’esame tenterò di conseguire la laurea in legge». «E poi?». «Poi … sarò avvocato e acquisterò clienti …». «E poi?». «Poi … mi farò un nome; mi sposerò, formerò una famiglia e … diverrò ricco». «E poi?». «Poi?! Che so io? Morirò!». «E poi?». L’ultimo poi restò senza risposta, ma impressionò vivamente il giovane, che decise d’entrare nell’Oratorio di san Filippo, consacrarsi a Dio e pensare seriamente all’eternità, all’unico vero poi importante, al quale occorre prepararsi, prendendo soprattutto cura dell’anima e vincendo le passioni che vorrebbero aggiogarla al corpo. Ringraziamo ogni giorno Dio per il dono della vita che ci ha fatto.
RingraziamoLo anche quando ci mette alla prova, per forgiarci nel dolore e renderci figli Suoi. Guardiamo sempre all’eternità che ci attende, vivendo in questo mondo, ma sapendo di non essere di questo mondo.
Il libro ci offre degli spunti di meditazione molto profondi, oltre a quelli suggeriti dall’Autore, anche attraverso citazioni di pensatori classici, in particolare Sant’Agostino.
La riflessione sul Mistero della Resurrezione di Cristo nasce per Quinto da quell’antico bisogno che l’essere umano ha di stabilire un contatto con il Divino: Cristo infatti – ha motivo della sua Resurrezione, è ancora con noi, sempre, fino alla fine del mondo. C’è una frase del nostro scrittore convertito che colpisce: “”Ogni ordine autentico nasce da un’esperienza di un oltre: senza apertura al trascendente, il potere non sarebbe altro che violenza”. Per questo una società che ha voltato le spalle a Dio, che ha rinnegato il Cristo Risorto, è così violenta come quella attuale.
Percorsi di fede
E aggiungerei: ottusamente violenta. Compie il male senza rendersi conto di ciò che fare. L’uomo attuale ha perso la capacità di cercare e vedere la verità.
L’Autore ci ricorda una definizione data da uno dei più grandi filosofi, Aristotele, riguardo l’origine della conoscenza: “Gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia”.
La capacità di meraviglia è lo stupore che si prova di fronte ai segni del Divino, in particolare di fronte a quello straordinario avvenimento dell’Incarnazione di Dio nel suo figlio Gesù, e nell’evento della Resurrezione.
Il percorso di Danilo Quinto ci aiuta, in questo libro, a ritrovare la strada verso Chi si è definito Via, verità e vita.
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