Non nobis Domine 33

Veniamo al mondo piangendo. Non senza una ragione, che non è solo fisiologica, ma spirituale. Lo spiega sant’Agostino: “Due cose, fratelli, rendono cattivi i giorni: la malizia e la miseria. Si conducono giorni cattivi a causa della malizia di uomini e della miseria di uomini. Del resto, per quanto riguarda il trascorrere delle ore, questi giorni sono secondo un ordine; si ripetono, costituiscono il tempo; il sole sorge, il sole tramonta, passano i giorni. Se gli uomini non s’infastidiscono, a chi danno fastidio i giorni?
Quindi, come ho detto, due cose rendono cattivi i giorni: la miseria di uomini e la malizia di uomini. Ma, la miseria, gli uomini l’hanno in comune; la malizia non dev’essere loro comune. Infatti, da che Adamo peccò e fu cacciato dal Paradiso, non vi sono stati altro che giorni cattivi.
Domandiamo a questi bimbi neonati perché cominciano dal pianto e non possono ridere. L’uomo nasce e immediatamente piange; dopo non so quanti giorni, sorride.
Quando nascendo piangeva, era profeta della sua sventura; le lacrime infatti attestano la miseria. Non parla ancora e già profetizza. Che cosa profetizza? Che per l’avvenire si troverà nella fatica o nel timore. E, se vivrà rettamente e sarà giusto, posto certamente in mezzo alle tentazioni, sarà sempre nel timore”.
Riflettano coloro che su questa terra gozzovigliano e vivono da gaudenti. Anche loro sono nati piangendo.