Non nobis Domine 32

Rendere la vita più lieve e considerarla per quello che è. Un dono, con tutto quello che comporta: gioie e dolori, angosce e serenità, fragilità e fortezza, paure e scelte coraggiose, umanità e disumanità, bene e male che si scontreranno sempre, fino alla fine dei tempi.
Il “filo” della vita non appartiene ai malvagi dominatori di questo mondo, che non ci piace. Appartiene a chi ci ha creato. Egli determina il succedersi degli avvenimenti ed è in grado di trasformare il male che incontriamo in un bene superiore. Egli ci ha già preservato dal male, inviando Suo Figlio, che ha vissuto su questa terra nell’umiltà e nella carità – anche sulla Croce – per insegnarci come dovremmo vivere. Rivolgiamoci a Lui con umiltà. Senza pretendere. Senza chiedere. Lui sa già quello di cui abbiamo bisogno. Ai passeri non mancheranno cibo e nido. È Dio che provvede. Pensiamo davvero che Dio non provvederà a noi, che la Provvidenza non si manifesterà? Quante volte si è manifestata nella nostra vita e non ce ne siamo accorti?
“Ma tu l’hai mai visto Gesù?”, chiede il miscredente. Rispondiamo con le parole che Cristo rivolge a Tommaso: “”Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!” (Gv 20, 26-29). Noi siamo coloro che non abbiamo visto. Impariamo a credere, affidiamoci a Nostro Signore, per dare dignità alla nostra vita e per comprenderla.