La delicatezza per i nemici

Mi ha sempre affascinato la scena del Vangelo che racconta l’incontro di Nostro Signore con Giuda nell’orto del Getsemani.
Quando Giuda si manifesta, conformemente al segnale che aveva dato al gruppo degli armati che intendevano arrestarLo, Gesù contempla addolorato il tradimento dell’apostolo, tratta Giuda con somma delicatezza e al tempo stesso gli fa constatare la malizia e l’infamia del suo tradimento. Le parole di Gesù («Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?», Lc 22, 48) sono l’estremo tentativo per indurre Giuda a recedere dal suo peccato. «Dio», commenta san Tommaso Moro, «diede anche a Giuda molte opportunità di pentirsi. Non gli negò la propria amicizia. Non lo bandì dal collegio degli apostoli. Continuò ad affidargli la cassa pur sapendolo ladro. Nell’ultima Cena lo ammise nella cerchia dei più amati discepoli. Si degnò di chinarsi ai suoi piedi e di lavarli con le proprie mani sacre e purissime, detergendone la sporcizia, simbolo di quella che insudiciava la sua anima (…). E fino all’ultimo, quando egli venne con i soldati per arrestarlo, e gli diede il bacio che siglava il tradimento, lo accolse con pacata dolcezza».
Se Dio si dimostra instancabile nella Sua misericordia anche nei confronti di Giuda, che s’era mutato da apostolo a traditore; se lo richiama tante volte al perdono, se fa di tutto perché non si perda – e si perde solo per essersi abbandonato alla disperazione – è certo che di nessun uomo al mondo, per quanto simile a Giuda, si deve mai disperare. Bisogna amarlo. Bisogna amare i nostri nemici per santificarci.
Scrive san Paolo (Lettera ai Romani 8, 26-30): «Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio.
Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati».
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