Cloache di impurità, disse la Madonna – Danilo Quinto – 04.02.2026

Disse la Santa Vergine Maria a La Salette: «I sacerdoti, ministri di mio Figlio, per la loro cattiva vita, la loro irriverenza ed empietà nella celebrazione dei santi misteri, per amore del denaro, degli onori e dei piaceri, sono diventati cloache di impurità. Sì, i preti attirano la vendetta e la vendetta aleggia sulle loro teste. Guai ai sacerdoti ed alle persone consacrate a Dio, che per la loro infedeltà e cattiva vita crocifiggono di nuovo mio Figlio! I peccati delle persone consacrate a Dio gridano al Cielo e gridano vendetta. Ecco, la vendetta è alle porte, perché non si trova più una persona che implora misericordia e perdono per il popolo. Non ci sono più anime generose, non c’è più nessuno degno di offrire la vittima immacolata al [Padre] Eterno a favore del mondo. Dio colpirà in modo inaudito. Guai agli abitanti della Terra. Dio manifesterà la sua collera e nessuno potrà sfuggire a tanti mali accumulati. I capi, i conduttori del popolo di Dio hanno trascurato la preghiera e la penitenza. Ed il demonio ha oscurato le loro intelligenze. Si sono trasformati in quelle stelle erranti che il vecchio diavolo trascinerà con la coda per farle perire. Dio permetterà al vecchio serpente di introdurre divisioni tra coloro che regnano, in tutte le società ed in tutte le famiglie. Si subiranno tormenti fisici e morali. Dio abbandonerà gli uomini a sé stessi e invierà punizioni che si susseguiranno per oltre trentacinque anni. La società è alla vigilia dei più terribili flagelli e degli eventi più grandi. Bisogna aspettarsi di essere governati da una verga di ferro e di bere il calice della collera di Dio».
Siamo immersi nel tempo descritto in queste frasi. È un tempo in cui non regna più Nostro Signore Gesù Cristo. Regna la Pachamama, l’idolo pagano intronizzato in san Pietro nel mese di ottobre 2019. La gerarchia ecclesiastica non solo per più di un secolo – con otto Papi – non ha ottemperato all’ordine della Madre di Dio di consacrare la Russia al Suo cuore immacolato nelle forme da Lei indicate – il Papa con tutti i Vescovi del mondo – ma ora La disprezza, fino a negare il Suo ruolo di Corredentrice, come dimostra la nota diffusa dal Prefetto per la Dottrina della Fede, controfirmata dal Papa. È una gerarchia ecclesiastica che ha ormai trasformato la Chiesa fondata da Cristo, rendendola serva del mondo, che è nemico di Dio ed è nelle mani dei potentati delle tenebre.
Chi intende seguire la sequela di Cristo è smarrito. È solo. Vive nella solitudine più totale. Chi gli insegna il Bene e il Male? A chi si affida? Chi celebra il sacrificio incruento della Santa Messa? Chi dà i Sacramenti? Coloro che operano contro la Madonna e La odiano? Il compito della Chiesa è salvare le anime dal peccato e donare loro il mezzo della grazia attraverso il quale si nutre la speranza della vita eterna. Come si possono salvare le anime denigrando Colei che rimase in silenzio sotto la Croce di Suo Figlio, dilaniata dai Suoi patimenti e dagli oltraggi che Egli subì? Come si può coltivare nelle anime la speranza della vita eterna, senza fare riferimento alla Madonna, che guarda i nostri peccati e ne soffre, senza rivolgersi a Colei che è la sola a potersi rivolgere a Dio in nostro soccorso?
Se gli empi, come dice Maria Santissima, attirano la vendetta di Dio, anche i giusti soffriranno e saranno travolti da quella vendetta. Bisogna gridarlo a gran voce. Nel deserto? Sì, nel deserto e nell’inquietudine che questo tempo produce. Come nel deserto gridava il precursore, san Giovanni Battista, nella Verità e contro le cloache di impurità che siamo costretti a vedere e a vivere. Eresie promosse da decenni e decenni – in spregio del Verbo che si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi – da tutti i papi e dall’intera gerarchia che si è succeduta dopo Pio XII in poi. Le responsabilità riguardano tutti coloro che si sono succeduti sul trono di Pietro da Giovanni XXIII in poi. Non ci sono mediazioni da fare o accordi da promuovere con questa gerarchia e non c’è alcuna speranza da coltivare. Per tutti costoro vale ancora il contenuto della Bolla Cum ex apostolatus officio, che Papa Paolo IV, nato Gian Pietro Carafa, che guidò la Chiesa dal 1555 al 1559, emise il 15 marzo 1559 contro gli eretici del suo tempo, dichiarando egli stesso che quel testo doveva intendersi come perpetuo. Scriveva, tra l’altro, Paolo IV affrontando il problema della possibile eresia di un Papa (cfr. Bullarium diplomatum et privilegiorum sanctorum romanorum pontificum, S. e H. Dalmezzo, Augustae Taurinorum, 1860, VI, pp. 551-556): «che lo stesso Romano Pontefice, il quale agisce in terra quale Vicario di Dio e di Nostro Signore Gesù Cristo ed ha avuto piena potestà su tutti i popoli ed i regni, e tutti giudica senza che da nessuno possa essere giudicato, qualora sia riconosciuto deviato dalla fede possa essere redarguito» e «se mai dovesse accadere in qualche tempo che (…) prima della sua promozione a cardinale od alla sua elevazione a Romano Pontefice, avesse deviato dalla fede cattolica o fosse caduto in qualche eresia (o fosse incorso in uno scisma o abbia questo suscitato), sia nulla, non valida e senza alcun valore, la sua promozione od elevazione, anche se avvenuta con la concordanza e l’unanime consenso di tutti i cardinali».
Così, la Chiesa di un tempo giudicava le eresie. Oggi, cosa fa? Le compie?
Consideratevi eretici, quindi, Voi che agite in maniera anticristica, come se la Giustizia Divina non esistesse. Sbagliate. Sarà Cristo, come disse Sua Madre a La Salette, a colpirvi in modo inaudito.
Qualcuno dirà che le mie sono posizioni sedevacantiste. Non m’importa più di tanto delle etichette. Non faccio parte di alcuna combriccola in cui è diviso il mondo cosiddetto cattolico, né mai ne farò parte. La stessa definizione di tradizionalista mi reca un certo fastidio. Alla mia età si pensa spesso alla morte e al momento in cui Cristo ci giudicherà. Fino a quel momento vorrei tentare di rimanerGli amico, coltivando la Verità, che costa prove, sacrificio, coraggio e studio.














